NON MERITI LE MIE LACRIME · UN RACCONTO FOTOGRAFICO
Un racconto fotografico

NON MERITI
LE MIE LACRIME

Ventiquattro fotogrammi. Una storia che invita a riconoscere ciò che troppo spesso rimane nascosto.

Le immagini rappresentano situazioni di violenza fisica e psicologica.

Fotografia simbolo del progetto
Il progetto

UN RACCONTO
PER NON DIMENTICARE

«Non meriti le mie lacrime» nasce per affrontare attraverso la fotografia il tema della violenza contro le donne, rendendo visibili anche le forme psicologiche, spesso nascoste e difficili da riconoscere.

Un invito a osservare con maggiore consapevolezza ciò che può accadere anche vicino a noi.

Il grigiore della violenza
Le premesse

GUARDARE OLTRE
LE APPARENZE

Ogni fotografia è stata pensata e costruita per raccontare un aspetto della violenza: il controllo, le parole, il silenzio, la solitudine, l'indifferenza, ma anche la possibilità di trovare sostegno. Le immagini più esplicite convivono con quelle che suggeriscono un dolore meno visibile.

Il progetto invita a riconoscere i segnali, a riflettere e a non restare indifferenti. Le scene sono state progettate e realizzate attraverso set fotografici dedicati.

Il manifesto · I / II

LA VIOLENZA NON COMINCIA
SEMPRE CON UN GESTO.

A volte comincia con una parola. Con un divieto. Con il controllo che si traveste da amore. Con una paura che cresce nel silenzio.

Non tutte le ferite lasciano lividi. Non tutte le lacrime vengono viste.

E troppo spesso ciò che accade dietro una porta chiusa rimane invisibile agli occhi di chi vive accanto.

Il manifesto · II / II

GUARDARE NON BASTA.
BISOGNA IMPARARE A VEDERE.

Non meriti le mie lacrime nasce dalla volontà di dare forma a ciò che troppo spesso non viene raccontato.

Attraverso ventiquattro fotografie, il progetto attraversa la violenza fisica e psicologica, la sopraffazione, la solitudine, l'indifferenza. Ma racconta anche il coraggio, la solidarietà e la possibilità di trovare una via d'uscita.

Ogni immagine è stata pensata per suscitare una domanda, prima ancora di offrire una risposta.

E, soprattutto, non voltarsi dall'altra parte.
Come guardare la storia

UN PERCORSO
IN 24 FOTOGRAMMI

01 — Segui la sequenza

L'ordine delle immagini racconta una storia. Ti invitiamo a seguirla dall'inizio alla fine.

02 — Prenditi il tuo tempo

Ogni fotografia ha un titolo e un testo. Nessun avanzamento automatico: decidi tu quando proseguire.

03 — Usa le frecce

Premi Avanti e Indietro, oppure le frecce ← → della tastiera.

Alcune fotografie possono risultare emotivamente intense.

Epilogo

UNA RIFLESSIONE
CHE CONTINUA

Mi piacerebbe pensare che posso. Che posso uscire la sera da sola. Senza rischiare la mia incolumità fisica e mentale. Che posso leggere un libro al parco. Senza guardarmi attorno con diffidenza. Che posso svolgere la mia attività. Senza rischiare aggressioni o violenze. Che posso essere spontanea e sorridente. Senza rischiare di essere fraintesa. Che posso difendermi ed essere difesa. Senza che nessuno possa mettere in dubbio la mia parola se ho subito violenza e ho il cuore e il corpo ferito. Che posso lasciare quello che era il mio uomo. Senza rischiare la vita. Sì, signori. Proprio così. Senza rischiare la vita. (Ilaria Zoe)
Le persone

CREDITI

Coordinamento

Lorenzo Gilli
Cristina Geier
Monica Rossi

Fotografi

Renzo Atz
Ivano Bini
Alberto Bonadiman
Cristina Geier
Lorenzo Gilli
Mauro Nardelli
Monica Rossi
Mariangela Trapin
Roberto Zeni

Testi

Donatella Turrina

Make-up artist

Rossana Zerilli

Vignettista

Matteo

Comparse e modelli

Sofia Arnoldi
Lorenzo Arnoldi
Renzo Atz
Marika Bortolotti
Katia Castellan
Federico Condini
Michele Condini
Daniela Dietre
Eugenia Fedrizzi
Daniela Franceschini
Noemi Franceschini
Cristina Geier
Susanna Geier
Lorenzo Gilli
Ludovica Pietrella
Martina Rossi
Monica Rossi
Mariangela Trapin
Monica Viola
Simona

La mostra

UNA STORIA CHE
CONTINUA A VIAGGIARE

Il progetto esiste anche come mostra fisica, composta da fotografie stampate su pannelli nel formato 50 × 75 cm.

La mostra è disponibile per nuove iniziative espositive, eventi culturali e progetti di sensibilizzazione. Sono disponibile a valutare proposte di collaborazione, definendo insieme le modalità organizzative.

Per informazioni o proposte di collaborazione, puoi contattarmi tramite IN MY EYES.

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Fotografia simbolo della mostra